Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.

"Bisogna sempre avere il coraggio delle propriidee e conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti (Charlie Chaplin).





lunedì 1 agosto 2011

Sakiro Suzuki

Sakiro Suzuki, figlio di un alto dirigente della Sony. Inizia la lezione e la maestra interpella la classe.
«Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia americana.
Sapete dirmi chi pronunciò la frase:
“Datemi la libertà o datemi la morte”?»
La classe tace. Poi è  Suzuki ad alzare timidamente la mano. 
«Davvero lo sai, Suzuki? Allora su, dillo tu ai tuoi compagni.»
«Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia
«Molto bene, bravo Suzuki!» La maestra sorride ammirata. 
«E chi disse: “Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla”?»
Di nuovo silenzio e Suzuki che alza la mano. 
«Suzuki?»
«Abraham Lincoln nel 1863 a Washington.»
La maestra stupita si rivolge agli altri:
«Ragazzi, vi rendete conto?, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce la nostra storia meglio di voi che ci siete nati. Dovreste vergognarvi!»
Allora si sente emergere una voce bassa bassa, ma non abbastanza da non farsi capire:
«Vaffanculo a ‘sti bastardi giapponesi!»
La maestra allora si alza indispettita.
«Chi l’ha detto?!» Suzuki alza la mano e, senza attendere alcun cenno da parte dell’insegnante, risponde:
«Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama e Lee Iacocca nel 1982 durante la riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit.»
La classe ammutolisce, ma subito dopo si sente un’altra voce dal fondo dire:
«Mi viene da vomitare...» «Voglio sapere chi è stato a dire questo!»
urla allora la maestra.
Ancora Suzuki risponde al volo: 

«George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991.»

Allora si sente un altro esclamare scazzato:

«Succhiamelo!»

«Adesso basta!» urla inviperita la maestra.

«Chi č stato?»

Suzuki risponde imperterrito:

«Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca.»

Stavolta uno studente si alza in piedi e urla: «Suzuki del cazzo!»

Al che Suzuky risponde prontamente:
«Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al termine del Gran Premio del Giappone nell’aprile 2002.»
La classe esplode in urla di isteria, la maestra sviene.
A quel punto si spalanca la porta ed entra il preside:

«Cazzo, non ho mai visto un bordello simile!»

e Suzuki: «Silvio Berlusconi, febbraio 2010, nella sua villa ad Arcore.»


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