Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.

"Bisogna sempre avere il coraggio delle propriidee e conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti (Charlie Chaplin).





domenica 18 settembre 2011

"Troppo lavoro per potermi divertire"

"Troppo lavoro per potermi divertire"


Le vite parallele di Berlusconi tra politica e serate: “Ho due  bambine piccole che è tanto che non vedo”

GUIDO RUOTOLO

INVIATO A BARI



 È più forte di lui, si sente un prigioniero politico, nel senso che quel vestito gli sta stretto. Sta parlando di seratine passate e di quelle da organizzare. Ea un certo punto sbotta con il suo compagno di feste e festini, Gianpi Tarantini: «Mi stanno veramente riempiendo di lavoro in una maniera indegna... mamma mia, pensa che faccio due, tre interventi al giorno, per cui bisogna prepararsi. È una cosa pazzesca». Gianpi: «Il siparietto con la Merkel l’altro giorno, è stato bellissimo, bellissimo veramente». «È quando fai un bilaterale, bisogna studiare due o tre ore almeno per prepararsi il tutto».

Il premier intercettato
Che fatica. Ma Silvio Berlusconi non può che essere soddisfatto del consenso da trascinatore... «Quando vado a Napoli, non ti dico che succede...Sono ormai santo veramente... C’ho tanti impegni internazionali, parto a destra.. adesso vado in America poi devo andare a Pechino... sono messo malissimo...poi Bruxelles ».Gianpi: «Va bene allora ci vediamo mercoledì 8 a Roma». Prigioniero, si sente incatenato Silvio Berlusconi. La sua ossessione di essere spiato, intercettato raggiunge livelli parossistici: «Io ho avuto un disastro con il telefono... un po’ di guasti... ho dovuto cambiare telefono perché al solito me l’avevano messo sotto controllo... ogni tanto mi succede... ce ne siamo accorti allora ho cambiato il numero». Chi intercetta il Presidente del Consiglio? Quando e a chi è stata presentata una denuncia?

Il numero rubato
Per avere quel numero di telefono, Gianpi aveva dovuto sudare e ingegnare un innocente inganno. Berlusconi aveva manifestato particolare interesse per Carolina Marconi: «Quello a un certo punto è impazzito per Carolina... e mi ha detto: “fammi avere il numero”... “in culo” ho detto io. Sono andato da lei, ho detto “dammi il numero”, quella subito ha preso il telefono se n’è andata in bagno ha memorizzato il numero e me l’ha dato: “non dire niente a nessuno assolutamente. Fammi chiamare dal lunedì al venerdì pomeriggio”. Sono andato da lui e gli ho detto: “Presidente ha detto volentieri quando vuole organizziamo un cena, ha detto però che non le posso dare il numero perché sta sempre con il fidanzato”... Ho detto: “le do il mio numero, e chiami me quando vuole”. Lui: “va bene scrivilo su un pezzettino di carta e dallo alla guardia quello dietro di me”».

«Sono messo malissimo»
Vogliamo mettere un gioioso presidente del Consiglio che canta, racconta le barzellette, si intrattiene con decine di belle ragazze e un iroso leader politico che impreca contro l’opposizione e la magistratura ogni piè sospinto? Gianpi: «Ci riusciamo a vedere nel pomeriggio, in serata, a cena? Silvio: «Stasera purtroppo mi hanno bloccato, anche domani e dopodomani sera, perché (incomprensibile) politica pazzesche e quindi sono messo malissimo purtroppo». Un’altra volta, sempre Silvio: «Sono un po’ stanco adesso... ho finito adesso a Napoli un mare di cose un mare di conferenze stampa, tutto... adesso vado a incontrare le venti regioni italiane... sono incazzate tutte perché gli sto tagliando i ticket... E domani sera dovremmo andare a cena con chi... potremmo essere?».
Gianpi: «Allora io ho sentito Carolina Marconi e lei ha detto che le farebbe tantissimo piacere perché rientrava oggi da Londra, poi ci sarebbe una mia amica di Pavia che è molto bella, giovanissima ventuno anni, e poi non lo so se Graziana (Capone, ndr)... come preferisce lei...».
Silvio: «Ma no, ma sai com’è.. che lì è meglio stare su una sola, no è che.. io sono messo un po’ male adesso, ti devo dire la verità, perché mi stanno caricando di un mare d’impegni e questa settimana è terribile.. perché poi tra l’altro sabato mattina ricevo il Papa al Quirinale insieme al Capo dello Stato, sabato pomeriggio sono io a Parigi con Sarkozy e la Merkel e Gordon Brown... domenica sera parlo a Milano, alla festa di quelli di Alleanza nazionale... sono messo malissimo... allora possiamo fare che domani sera giovedì no? Si...».
Giampaolo: «Si!».
Silvio: «È domani sera! Domani sera perché io ho anche la possibilità di chiamare la Francesca... Dunque metterne due insieme non va bene... sono da separare perché le due sono due obiettivi importanti».

Tutte son troppe
Si stanca Silvio Berlusconi. Diciamolo, non funziona più come prima. Va a fasi alterne. Una volta dice a Gianpi: «C’abbiamo un tavolo per ventiquattro... e quindi abbiamo fino a ventiquattro possibilità». Un’altra volta Silvio dice: «Forse tutte quelle son troppe... e per favore non pigliamole alte come fa quello di Milano... noi non siamo alti.., e al massimo averne due a testa, adesso voglio che anche tu abbia le tue... poi ce le prestiamo ... insomma la patonza deve girare... ». Gianpi: «...lei è dolcissima...».
Silvio: «Molto dolce... che poi non è tanto bella di faccia, ma è bellissima di corpo e poi è una brava bambina, birichina ma insomma è una bambina buona». Silvio: «Tutto bene? sono finito adesso a Palazzo Chigi... pensa un po’....».
E già, che ci fa Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi? «...omissis...». Gianpi «ride». «omissis» Silvio: «Perché le bambine poi le ho accudite.. ». Gianpi: «Me l’hanno detto, me l’hanno detto...».
Bambine. L’ossessione. Noemi e poi Ruby. Si confida con Gianpi, Silvio: «Io ho due bambine piccole che è tanto che non vedo, per cui una fa la giornalista in Rai... in Mediaset allo sport, è una napoletana molto simpatica, molto dolce e un’altra bambina di 21 anni, brasiliana che un po’ mi ha... che mi ha pianto al telefono dicendomi che l’avevo dimenticata e allora la faccio venire, ma insomma, senza peso».
Gianpi: «Amo’...mettiti una cazzata, stasera mettiti semplice un vestitino nero, corto, non ti mettere il reggicalze, quelle cose là».
Terry De Nicolò: «No, no».
Gianpi: «Senza calze, tacchi a spillo e un top. Basta!».
Terry: «No, ma, aspetta, con le calze..».
Gianpi: «Senza calze».
Terry: «Vestito lungo?».
Gianpi: «Uno nero, corto, aderente ».
Terry: «E poi? Cos’altro? A che ora si tornerebbe?».
Gianpi: «Domani mattina, tarda mattinata...». B
arbara Guerra: «Vengo con il taxi...».
Gianpi: «Amo’ però mettiti una minigonna inguinale».
Silvio Berlusconi: «Eccomi Giampaolo!».

«Silvio è anormale»
Gianpi: «Presidente buonasera.. l’ho chiamata perché la volevo ringraziare per la serata di ieri.. è stata bellissima.. veramente bellissima... tra l’altro ho sentito anche le ragazze tutte e hanno fatto i complimenti... ci tenevano che lei lo sapesse e hanno detto: “guarda quell’uomo è incredibile.... ha un’energia... una voce.. una... è anormale”... hanno detto».
«omissis».



"A Paolo Berlusconi basta il 10%"

 Tarantini e gli appalti di  Finmeccanica: spunta anche  il fratello del premier

FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA
 
 È la storia di una scalata al cielo, quella di Gianpi Tarantini, il Bel Ami che dalla provincia barese entra nelle grazie di un presidente del Consiglio - e ormai sappiamo come - e da questi è introdotto nelle stanze che contano. «Battere il ferro finché è caldo», lo slogan suo e degli imprenditori Enrico Intini e Roberto De Santis, che lo appoggiano, dapprima increduli, poi sempre più euforici perché vedono che il sistema-Tarantini funziona. A Bari, scrive infatti la Guardia di Finanza, nasce un «comitato d’affari» che mira al colpo grosso. «Senti Guarguaglini» È l’1 dicembre 2008, Silvio Berlusconi contatta Gianpi; è in preparazione una delle tante cene. Tarantini: «Presidente, se riesce... anche a chiamare Bertolaso, così lo coinvolgeremmo». Berlusconi: «Ecco, mi sembrava che ci fosse qualcuno da chiamare... Sì, appunto... Ecco, vedi... Bertolaso!. Va bene, chiamo Bertolaso».
Il giorno dopo, Tarantini riferisce ai soci: Bertolaso gli ha consigliato, per portare avanti il progetto di far entrare il Gruppo Intini nella neonata società mista tra Finmeccanica e Protezione civile SEL PROC che sarebbe opportuno far contattare Pier Francesco Guargaglini da Berlusconi. Tarantini riporta le parole del sottosegretario sul patron di Finmeccanica. «A me m’ascolta, a quello obbedisce». La sera stessa, Gianpi chiede l’ennesimo favore a Berlusconi.
La convocazione Il 5 dicembre Gianpi si affretta a chiamare Berlusconi. «È rimasto contento poi?... Bertolaso, dico... ». Berlusconi: «Non ne abbiamo più parlato. Invece, ho fissato un appuntamento per martedì con Guarguaglini, per quella cosa ». Tarantini: «Benissimo. Martedì sono a Roma e quindi anche se non ci vediamo a cena e mi vuol dire qualcosa a voce, io sono lì». È chiaramente un appuntamento molto importante per il «comitato d’affari» barese. Tarantini è in ansia. L’8 dicembre chiama Roberto De Santis: «Senti domani mattina, quello lì incontra Piero (Guarguaglini, ndr.). Lo vede lui, a casa sua alle dieci... poi mi ha convocato per le quattro». Il giorno dopo, Intini a Tarantini, riferendo di una telefonata ricevuta da Marina Grossi, la moglie di Guarguaglini, nonché amministratore delegato della società del gruppo «Selex S. I.», che l’aveva convocato in sede: «Quelli non parlano proprio... Capisci?. Per telefono mai!».La delusioneDopo l’appuntamento con Grossi, Intini si precipita a chiamare Gianpi: «Là non è arrivato niente». Intini: «La moglie non sapeva niente». Tarantini: «Vabbè che consigli mi devi dare?». Intini: «Bisogna capire da loro quando hanno parlato, se hanno parlato. Perché se non hanno parlato, è inutile che dicono che hanno parlato... no?». Tarantini: «Allora scusa io lo vedo stasera a cena». Intini: «Tu dì: “Il mio amico ha visto la signora Guarguaglini... la Grossi... che mi ha spiegato eventualmente quale sarebbe lo scenario... però mi diceva... non mi risulta che è arrivata qualche segnalazione”. Vabbò?». Tarantini: «Va bene. Ti aggiorno dopo, tieni il telefono acceso».La «gara» con il fratelloTarantini esegue, ma è Roberto De Santis il cervello del gruppo. È a lui, quindi, che Gianpi riferisce. A un certo punto scoprono, e ne rimangono terrorizzati, che anche Paolo Berlusconi mira allo stesso affare. Si cercano soluzioni di mediazione. Tarantini: «Poi ieri con il fratello ho parlato e lui ha detto che non ha una società non riconducibile a lui». De Santis: «Poi gli dico io che cosa dobbiamo fare. Loro vogliono partecipare al 10% del business giusto?». Tarantini: «Del fatturato». De Santis: «È chiaro, della società al 10%... ho capito bene». Tarantini: «E poi mi ha ribadito il fatto... un sostegno per la campagna elettorale». De Santis: «È giusto... Tu gli consegnerai una scatola con il 10% della società. Punto. Questa è la migliore soluzione. Cioè lui ti ha detto: “Noi non abbiamo società che non siano riconducibili a noi”. Giusto? Questo è un problema che si può risolvere». Tarantini: «Poi mi ha detto che ha parlato con il tipo. Mi ha detto che ovviamente ci darebbe tutti i lavori alla S.M.A. (società di Enrico Intini, ndr). De Santis: «Ho capito». Tarantini: «Peccato... Solo per risolvere ora ‘sti cazzi di problemi... Hanno a disposizione 36 miliardi dalla Comunità Europea solo per la prevenzione e per la protezione civile per l’Italia ». Siccome però le cose non filavano lisce, e Intini non riusciva mai a entrare in contatto con Guarguaglini, Gianpi viene invitato a «tornare alla carica». Accadrà il 16 dicembre 2008, a margine della festa per il Milan. Tarantini è invitato da Berlusconi. Ne approfitta da par suo. «A dire del Tarantini - ricostruiscono gli investigatori - il Presidente Berlusconi aveva raccolto seduta stante la sua richiesta chiamando, in viva voce, davanti a lui, il Presidente di Finmeccanica che, a sua volta, si era mostrato disponibile».
L’affare con la Protezione civileIl business a cui Tarantini & soci miravano è un sistema di allerta e monitoraggio che Finmeccanica dovrà predisporre a beneficio della Protezione civile. Un affare d’oro: 12 appalti curati dalla SEL PROC per oltre 51 milioni di euro. E il gruppo barese sognava ad occhi aperti. A un certo punto, però, si apre una nuova connection barese. Tarantini entra in contatto con Rino Metrangolo grazie all’amica comune Lea Cosentino, direttore generale della Asl di Bari, un’altra poi finita nei guai con la giustizia. Sarà Metrangolo, che si è dimesso da Finmeccanica due giorni fa, e che approfitta di una notte brava in un hotel romano con una prostituta pagata gentilmente da Tarantini (e con lui anche altri due amici pugliesi, il magistrato Cosimo Bottazzi e Marco Macchitella), a informarli che l’affare è sostanzialmente andato a monte. Tarantini: «Hai avuto notizie, poi?». Metrangolo: «Mi è stato confermato lo status quo che ti avevo detto». Tarantini: «Senti, mi sembra strano. Io ho assistito a una telefonata tra i due in alto, in cui il tuo diceva che si poteva fare...Tra l’altro conoscendo bene l’amico nostro... Ha detto che l’avrebbe chiamato lui». Metrangolo: «Sì, però non attraverso quello strumento, capito? Attraverso altri strumenti». Tarantini: «Non un legamereale? Societario?». Metrangolo: «No. Attraverso un accordo commerciale ». Tarantini:«Enonserve a niente». Vista la sconfitta sul fronte della Protezione civile, proveranno a buttarsi su un altro business di cui hanno sentito parlare dalle loro parti: un gasdotto dall’Albania all’Italia. Il progetto era nato nel marzo 2009 quando viene siglato un accordo intergovernativo e individua il Tap (Trans Adriatic Pipeline) come progetto di interesse prioritario per entrambi i Paesi. Attualmente è nella fase di progettazione.




     




 













  
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