Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.

"Bisogna sempre avere il coraggio delle propriidee e conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti (Charlie Chaplin).





venerdì 3 giugno 2016

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Lettera aperta ai sindaci sulla V.I.A. Italcementi Calusco: ''Indagine epidemiologica e amministratori locali: tante parole al vento. E i fatti?''




Egregi Sig.ri Sindaci dei comuni di:
Carvico, Cornate d'Adda, Imbersago, Medolago, Merate, 


Paderno d'Adda, Robbiate, Solza, Sotto il Monte, 

Verderio, Villa d'Adda.





Dopo l'incontro da noi organizzato il 5 Aprile 2016 tra uno specialista epidemiologo di rilevanza nazionale e 12 amministrazioni comunali, che si erano dette favorevoli/interessate allo svolgimento di una indagine epidemiologica georeferenziata con metodo caso-controllo sui casi acuti nella zona di ricaduta delle emissioni di Italcementi Calusco d'Adda (alcune delle quali vantavano anche una specifica mozione approvata in consiglio comunale), non abbiamo più avuto riscontri da parte vostra sull'andamento del progetto.



Ad apposito sollecito ci è stato risposto che la scelta che vi apprestate a compiere è quella di dare corso a un monitoraggio dell'aria (???) del territorio che dovrebbe effettuare l'Arpa, forse, nel 2017.



Tale scelta, per quanto non contrasti con la necessità di avere un quadro di conoscenza il più possibile completo della situazione ambientale del nostro territorio, appare totalmente inadeguata alle contingenti e stringenti necessità dettate dalla fase: la richiesta di Italcementi, a cui la Provincia di Bergamo dovrà dare risposta, non è al 2017, ma ora!



Ricordiamo (ma ormai ben lo sapete) che una indagine epidemiologica georeferenziata con metodo caso-controllo sui casi acuti è l'unico metodo VELOCE, SICURO e per giunta anche POCO DISPENDIOSO che consente di valutare la reale condizione sanitaria della popolazione residente sul territorio limitrofo allo stabilimento Italcementi di Calusco e determinare, quindi, se la stessa può subire uno stress aggiuntivo determinato dall'ingentissimo aumento del quantitativo di rifiuti bruciati.



E ricordiamo inoltre (consapevoli che ben sapete anche questo) che in sede di Conferenza dei Servizi del 14/12/2015 la ASL di Bergamo affermò di non poter promuovere essa stessa una indagine epidemiologica (osservazione messa a verbale) e suggerì ai Sindaci di provvedere in proprio a nominare un apposito consulente se interessati allo svolgimento dell'indagine.



Appare sempre più evidente che in realtà voi a questa indagine non siete interessati e/o cercate di prendere tempo o di eluderla.



Ma così facendo eludete l'importante e complessa responsabilità che avete assunto al momento del vostro insediamento alla carica di Sindaco, ovvero l'obbligo di tutela e salvaguardia della salute dei vostri cittadini.



Responsabilità a cui adempiere anche attraverso la messa in atto di TUTTE LE INIZIATIVE UTILI E NECESSARIE a VIGILARE SULLA LORO SALUTE E A CONTRASTARE TUTTO CIO' CHE PUO' NUOCERE AI SINGOLI E ALLA COMUNITA'.

Cosa dovete ancora verificare sulle modalità con le quali commissionare una "indagine epidemiologica"?



Non sono bastate le indicazioni, i chiarimenti, la documentazione messa a disposizione, anche grazie al lavoro dei comitati cittadini, dai medici e dagli esperti che avete avuto modo di incontrare direttamente e che si sono messi a vostra disposizione dichiarandosi anche disponibili ad assumere un incarico a titolo completamente gratuito?



Avete ancora dubbi sulla pericolosità dell'incenerimento di rifiuti in un sito preposto a fare altro, e cioè cemento?



Avete presente che un cementificio che utilizza rifiuti per la sua produzione può inquinare fino a sette volte più di un inceneritore che brucia i medesimi rifiuti, con le conseguenze connesse?



Avete partecipato ad assemblee con altri sindaci nelle quali vi eravate detti disponibili all'indagine epidemiologica; molti di voi erano presenti alla manifestazione promossa a novembre dai comitati cittadini con tanto di gonfalone: cos'è subentrato per farvi cambiare idea? Si torna alle compensazioni? Salute in cambio di contributi? Salute in cambio di casette dell'acqua, piste ciclabili, tangenziali inutili?



Dall'ottobre 2014 ci stiamo battendo con un unico obiettivo: SALUTE, PREVENZIONE, SICUREZZA AMBIENTALE, FUTURO!



Siamo e vogliamo rimanere ben distanti da basse logiche di potere politico, piene di dichiarazioni pubbliche a cui seguono ben poche azioni.



Da oltre 1 anno ci troviamo di fronte ad amministrazioni che sono prive di una capacità/volontà di decidere solo ed esclusivamente per tutelare il bene della popolazione e che improvvisano baratti tribali (le compensazioni) per mettersi in pace con la propria coscienza mentre ingannano inconsapevoli cittadini.



Ebbene, questo è il momento di agire e nessuno vi toglierà le castagne dal fuoco. Siete una parte rilevante ed influente di un processo decisionale in itinere che potete ancora condizionare con le vostre scelte, a tutto vantaggio della popolazione e della vostra stessa dignità di uomini occupanti ruoli istituzionalmente fondamentali.



Noi non ci fermeremo perché i vostri incarichi hanno un termine, ma la salute nostra e dei nostri figli è un valore eterno.



Fatevene carico anche voi per la parte che vi compete!



Vi informiamo sin d'ora che, sulla base delle scelte che assumerete, daremo avvio ad una campagna mediatica e informativa a tutta la cittadinanza e a iniziative a sostegno delle nostre convinzioni.



Convinzioni che non sono solo nostre, ma appartengono ai quasi 10.000 cittadini che 1 anno fa hanno firmato la petizione popolare che, come comitati, abbiamo promosso e che da allora continuano a seguire assiduamente la vicenda Italcementi Calusco.



Saranno i cittadini a valutare l'operato dei loro rappresentanti.



Con i migliori saluti,
Rete Rifiuti Zero Lombardia - Comitato la nostra aria

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03286 presentata da ZANELLA LUANA (VERDI) 
Atto Camera Interrogazione
a risposta scritta 4-03286
presentata da LUANA
ZANELLA
lunedì 16 aprile 2007
nella seduta n.144 ZANELLA.
- Al Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della
salute.
- Per sapere - premesso
che: la magistratura ha aperto un'indagine su alcune morti sospette di ex
lavoratori dell'Italcementi di Monselice;
si tratta di una decina di
decessi in un particolare reparto dei 40 e più denunciati (TG3
regionale-nazionale e TNE ne hanno dato grande risalto, così come il Mattino di
Padova e il Corriere del Veneto );
il fascicolo relativo
all'inchiesta giudiziaria fa seguito ad un esposto presentato nel 1998 e più
volte aggiornato con altre informazioni e casi di ex dipendenti deceduti
dell'Italcementi di Monselice, da parte di un rappresentante
dell'organizzazione sindacale di base «ADL-Cobas» e del Comitato Popolare
«lasciateci respirare», riconoscendo per alcuni dei casi presentati rilevanza
per l'apertura dell'indagine sulle cause reali di morte; nell'area
Este-Monselice (Padova) insistono, in pochi chilometri quadrati, 3 cementifici
(due in Comune di Monselice e uno in Comune di Este, record europeo in termini
di concentrazione di questo tipo d'impianti), pari a 5 forni di produzione di
clinker le cui emissioni (dirette dai camini e indiretti dal traffico indotto)
sono concausa principale dell'inquinamento atmosferico rilevato dal Piano
Regionale di Tutela e Risanamento Atmosferico che inserisce tale area tra
quelle di maggior rischio regionale e per prioritari interventi di tutela e
risanamento (fonte: Regione Veneto); i 3 cementifici di cui sopra operano in un
raggio di soli 5 chilometri e risultano incompatibili con le finalità del Parco
Regionale dei Colli Euganei; da oltre un decennio i cementifici utilizzano
rifiuti che definiscono arbitrariamente «prodotti secondari», come sostitutivo
alle materie prime e fanno attività di «recupero di rifiuti di origine
industriale»;
in tale modo, finiscono
nel ciclo produttivo decine di sostanze inorganiche come scorie di acciaieria,
sabbie di fonderia, rifiuti di refrattari, fanghi di cartiera, ceneri da
inceneritore e altri rifiuti le cui caratteristiche non sono note e controllate
con la necessaria prudenza;
questi impianti, dopo aver
più volte tentato di utilizzare pneumatici esausti e farine animali come
combustibile alternativo, usano attualmente in modo massiccio il Pet Coke,
considerato un combustibile convenzionale, ma nella realtà, materiale altamente
inquinante: fino al 2002, era considerato un prodotto tossico nocivo e tale è
ancora dichiarato nelle schede di sicurezza internazionali; l'uso del Pet Coke
e dei rifiuti industriali nel processo produttivo di questi impianti ha
evidenziato in questi anni un drastico peggioramento delle emissioni: nel 2005
dopo che i rilevamenti ARPAV segnalavano l'inspiegabile forte presenza di
sostanze come il Benzene,
l'Acrilonitrile ed il Cloruro di Vinile,
la cui provenienza non poteva
derivare dalle tradizionali materie prime e combustibili necessari per la
produzione del cemento, la Provincia di Padova ha sospeso l'utilizzo dei
rifiuti in una di queste cementerie;
dalla lettura dei registri
INES quindi su dati autodichiarati dalle cementerie, e dai dati forniti da
ARPAV si evidenzia che nel 2005 nell'area dei cementifici di Este- Monselice
sono stati emessi più di 3.000 chilogrammi di benzene, più di 15 chilogrammi di
mercurio, più di 30 tonnellate di ammoniaca, più di 290 tonnellate di anidride
solforosa, più di 4.300 tonnellate di ossidi di azoto, più di 160 tonnellate di
PM10, migliaia di tonnellate di anidride carbonica; la situazione ambientale è
molto sentita dalla popolazione e negli anni si sono costituiti spontaneamente
diversi comitati per la difesa della salute dei cittadini di questa zona -: se
il Governo sia al corrente di quanto esposto; se il Governo non ritenga
opportuno avviare una seria analisi sulle ricadute degli inquinanti (in altre
indagini simili, attorno a cementifici sono emerse rilevanti presenze di
diossine e metalli pesanti) e un'indagine epidemiologica tra i lavoratori e le
popolazioni circostanti i cementifici, 50.000 abitanti circa, la cui salute è
da troppi anni esposta a questo pericoloso inquinamento; se il Governo non
ritenga necessario inibire l'uso del Pet Coke come combustibile troppo inquinante
e pericoloso; se il Governo non ritenga opportuno, considerata la gravità della
situazione, emanare urgentemente un decreto ad hoc che impedisca ai cementifici
l'utilizzo dei rifiuti nel processo produttivo o in subordine stabilire che,
per i cementifici che intendono utilizzare rifiuti, vengano applicati gli
stessi limiti di emissione in atto per gli inceneritori, tutto ciò in attesa di
un adeguamento normativo che ponga fine a questo drammatico fenomeno cresciuto
enormemente a scapito della collettività.
(4-03286)

Numerose morti sospette attendono un perchè



di Carlo Bellotto
MONSELICE. «Cercati un altro posto di lavoro che li all'Italcementi ti fanno morire, come sta succedendo a me». Parole che fanno accapponare la pelle. Stefano Rando le ha scolpite nella sua memoria. Sono una sorta di ultima volontà di suo padre Paolo, una raccomandazione espressa sul letto di morte. Il papà di Stefano è morto per un tumore al cervello, che lo colpi a soli 59 anni di età. 


Rando padre era andato in pensione da due anni. Non se l'è goduta. Anche se era una pensione meritata dopo aver lavorato per 38 anni dentro all'Italcementi di Monselice. Gli ultimi tre anni per conto di una ditta che aveva un appalto nello stabilimento. Paolo insaccava cemento e suo figlio Stefano lo affiancava. Dopo le parole del padre, Stefano è rimasto in cementeria per un altro anno e mezzo. Poi ha ascoltato il genitore e ha mollato.

Patologie in aumento.«Dagli studi che abbiamo fatto dal 1978 ai giorni nostri sono una cinquantina le morti sospette di ex lavoratori della cementeria - dice Stefano, ora impegnato nel comitato Lasciateci Respirare -. Persone colpite da tumori al fegato, al pancreas, alla gola. Da quando sono entrate sostanze come gesso chimico e ceneri, le patologie sono aumentate. E non per pura fatalità. La media delle persone decedute è di 57 anni, tutti morti vicini alla pensione. Stiamo cercando dei dati, dei riscontri anche sui lavoratori di aziende che hanno lavorato in cementeria con degli appalti decennali, abbiamo saputo che ci sono morti strane pure tra di loro». Oggi, all'indomani dell'apertura dell'inchiesta sulle malattie respiratorie di dieci operai, queste parole hanno un peso ancora diverso.

Altri dati preoccupanti. Francesco Miazzi, leader del Comitato Lasciateci Respirare, conosce le problematiche dei cementifici come pochi, snocciola dati e storie che lasciano basiti. «Ci sono storie di morti che fanno piangere - racconta -. Parecchi operai sono mancati a 53, 54 anni, dopo breve malattia. Due ex lavoratori sono morti di recente, è uno stillicidio. Sui lavoratori dei cementifici si ricercava sempre la patologia legata alle vie respiratorie, ma negli stabilimenti ci sono dei macchinari che producono dei forti campi elettromagnetici che colpiscono diversi organi. Quindi si può morire per varie cause. Si usano rifiuti come additivi. I rilievi dell'Arpav hanno evidenziato rilevamenti doppi a quanto consentito dalla legge. Ribadisco: servono delle indagini epidemiologiche sulle 50.000 persone che vivono tra Este, Monselice e i paesi contermini che si trovano nell'area dei tre cementifici della zona, l'Italcementi, Radici e Cementizillo. Chiediamo inutilmente da anni di conoscere il quantitativo generale di diossina che esce dai camini delle tre cementerie. Non si è mai fatta una analisi in tal senso. Perché?».
La posizione dei sindacati.Oggi verrà emesso un comunicato unitario della Cgil e della Cisl sull'indagine della procura di Padova. Non è un segreto che i sindacati abbiano collaborato con i magistrati fornendo dati. Ora non resta che attendere le conclusioni dell'inchiesta. I sindacati pretendono una ricerca epidemiologica, i cittadini a loro dire vanno informati. Anche se finora sul tema di malattie e morti in relazione al cemento non hanno mai alimentato allarmismi di sorta

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Lettera aperta ai sindaci sulla V.I.A. Italcementi Calusco: ''Indagine epidemiologica e amministratori locali: tante parole al vento. E i fatti?  Numerose morti sospette attendono un perchè


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